lunedì 12 marzo 2012

[Meme] 5 futuri possibili (o anche: dove cazzo sarò finito tra dieci anni?)

Di Davide non parlo abbastanza, e invece dovrei.
Il meme che ha lanciato qualche giorno fa sul suo Strategie Evolutive si sta diffondendo nella blogosfera e potenzialmente è parecchio stimolante.
È nato tutto quando, parlando con un'altra blogger, si sono chiamati ad immaginare loro stessi da qui a dieci anni nel futuro.
Cinque possibili scenari.
QUI potete leggere i suoi. QUI quelli di Germano, QUI quelli di Gianluca, QUI quelli di Alex e, ravanando un po' e seguendo le solite catene di link, ne troverete anche altri.
E qui sotto, cinque tra i miei futuri possibili.

E il pensare che, secondo la teoria degli infiniti universi che si autogenerano ad ogni nostra decisione, possano perfettamente verificarsi in qualche linea temporale alternativa, mi mette un po' a disagio.
E i vostri?

- Opzione Uno -
Tutto cambia, niente cambia.

Sono anni che credo che, sotto la spinta della crisi, tutto il mio settore (quello pubblicitario) collasserà e i budget saranno drasticamente ridotti. E invece, è il solo settore che prospera.
Mantengo il mio lavoro e mi aumentano pure lo stipendio.
Mi riciclo le stesse idee e le stesse campagne di dieci anni fa e nessuno se ne accorge o se ne ricorda, e prospero così, vivacchiando e producendo senza entusiasmo perché lo spunto di fare comunicazione vera si era esaurito già negli anni duemila.
Ho comprato un'Audi TT di seconda mano, ho un'iPad di sesta generazione con cui posso parlare (ma non riesco ad averlo con una voce femminile sufficientemente suadente perché gli dia ascolto), e dodici completi neri nell'armadio. Tutti uguali come i calzini che così non mi sbaglio la mattina afferrandoli dal cassetto.
La mia ultima ragazza mi ha mollato da tempo e vivo da solo coi miei due gatti ormai piuttosto anziani, che più che dormire e mangiare non fanno molto, così ogni tanto bazzico tra i pochi amici rimasti, che nel frattempo hanno messo tutti la testa a posto e sono sposati e con figli e mi accolgono a cena da loro come "quel vecchio cazzone che non ha mai voluto sistemarsi e creperà da solo".
Il nuovo reboot di Batman con Dakota Fanning nel ruolo di Catwoman non mi ha convinto per niente e ho smesso di fare cosplay da quando nel 2014 inciampai nel mantello facendo una figura barbina.
Passo le serate chiuso in casa davanti uno schermo HD super immersivo da settantadue pollici, scongelando cene in un microonde coreano e messaggiandomi con Cyberita Patty, una fan giapponese delle mie photoshoppate di diciassette anni che vive a Osaka e che non incontrerò mai.


- Opzione Due -
Ma andatevene affanculo.

Nel 2012 mi hanno fatto saltare i nervi e ho mandato affanculo, nell'ordine, due account, tre clienti, il mio capo, la mia ragazza e un paio di buoni amici. Ho ficcato i gatti nel trasportino e tutto quello che potevo in due valigie e ho accettato un altro lavoro sulla riviera ligure.

Ritocco le fotografie digitali in un service che offre ai suoi clienti la possibilità di fotomontarsi in località esotiche e a fianco delle loro star preferite.
Mi pagano una cazzata, ma il lavoro mi diverte e ho un collega simpatico con cui dopo l'orario di lavoro vado al cinema. Almeno quando sua moglie lo lascia libero.
Ho venduto la macchina perché qui non mi serve più, e lo scooter lo uso solo la domenica per farmi un giro lungo la costa, che mi è sempre piaciuta pure d'inverno e passo i weekend a leggere in locali dove parlano in dialetto ligure troppo stretto perché possa capirci qualcosa ma mi va benissimo così.
A casa non tengo più il Mac, ho un Nokia senza collegamento al web, e l'ultimo iPad l'ho venduto per comprarmi un divano Ikea comodissimo.
A volte, passano intere giornate senza che scambi una parola con qualcuno che non sia il mio collega e il mio capo – un giovanotto lampadato con forte accento genovese con già un divorzio alle spalle – che mi passa il lavoro da fare in giornata, e, a volte, la cassiera del minimarket dove faccio la spesa (frugale, che i soldi sono pochi).
Con la cassiera ci sono uscito un po' di volte. È timida e parla poco e a letto è brava, ma quando ha capito che di sposarmi non ne avevo proprio voglia, si è dileguata. Come tutte le altre.
Quando torno a casa la sera, guardo la televisione piratando la connessione satellitare di quello del piano di sopra (l'ho detto che i soldi sono pochi?) e quando sono in vena, disegno sul Moleskine.
Mi addormento col tascabile sulla faccia e la lampadina da 40 watt sul comodino accesa.

- Opzione Tre -
Oh, cazzo.

Ho aggredito un vigile urbano per l'ennesima multa per divieto di sosta e il giudice non ci è andato leggero: cinque anni con la condizionale. Così all'uscita del tribunale, ho riacciuffato quel vigile e gli ho dato pure il resto.
Per evitare il carcere, mi sono dato alla macchia la sera stessa, lasciando tutto quanto avevo a casa e buttando la SIM del cellulare nel Tevere.
Non potendo usare le mie vere generalità, sono costretto a dormire nella mia vecchia Aygo, ne avessi comprata una più grande, checcazzo.
Mi sono stabilito nello spoletino dove nessuno mi conosce, e campo facendo ritratti ai turisti. A trenta euro a botta, e amministrando oculatamente, riesco a camparci anche quattro giorni senza farmi mancare niente.
Quando si gela o quando proprio devo farmi una bella doccia calda, mi rifugio dalle Monache di Santa Maria della Stella in San Ponziano. La mia educazione religiosa mi fa guadagnare qualche giorno di ospitalità, e mi rimandano via con una pagnotta, tre etti di salame felino e dei buoni per la benzina. Io le ripago disegnando santi su grandi fogli di carta da spolvero.
Nel 2022 è difficile vivere senza documenti, e devo spostarmi in continuazione, in attesa che i miei reati cadano in prescrizione.
La mia vita precedente mi sembra sempre di più un sogno indistinto.
Ho la barba, sono parecchio dimagrito e sembro Gesù Cristo se solo fosse vissuto fino a 58 anni, solo più scazzato.
La sera mi addormento contando le stelle e con un vecchio walkman a cassette nelle orecchie che suona a loop Love Is Blue.

- Opzione quattro -
Volevi la bicicletta?

Qualcuno a Seattle che ha una piccola casa di produzione si imbatte nelle mie photoshoppate sul blog e mi chiede se voglio curare i manifesti dei loro prossimi film.
Naturalmente, accetto ma dopo qualche mese mi chiedono di trasferirmi lì per coordinare il lavoro di altri quattro designer.
Ci penso tre giorni e tre notti, poi decido: mollo tutto e parto.
Dopo tre anni, prendo la cittadinanza americana.
Dopo quattro anni, parlo ancora malissimo l'inglese ma sono bello introdotto nell'ambiente fighetto di Seattle e in quello cinematografico.
In uno di questi happening incontro una quasi quarantenne Paris Hilton. Magrissima, ancora single e che spara cretinate a cui tutti ridono tranne me che sono troppo occupato a guardarle i suoi Jimmy Choo tacco tredici.
Riesco a parlarle e a tirare fuori quello che resta del mio fascino latino, se mai ne ho avuto uno. Il mio inglese stentato la fa ridere, e diventiamo amici. La accompagno a fare la toletta al Chihuahua. La accompagno a fare shopping. A me non me frega niente né dello shopping né del Chihuahua. Voglio solo mangiare sushi sulla sua pancia. Quando Paris inizia a trascurarmi per un intraprendente multimilionario più giovane di me, scivolo nella depressione e mi ributto nel lavoro.
Dico di sì a tutte le donne che nei mesi passati mi battevano i pezzi quando mi vedevano uscire con la Hilton, e inizio a fare sempre più tardi la sera e a bere sempre più vodka.
Mi ritrovo semialcolizzato prima ancora di rendermene conto.
Faccio una serie di cazzate gigantesche sul lavoro, e riesco a farmi sbattere fuori.
A 58 anni, essere disoccupati negli USA del 2022 è peggio che adesso.
Torno in Italia e mi sistemo sul divano di Davide Mana, che è colpa sua se tutta 'sta storia è iniziata.

- Opzione Cinque -
E vissero tutti felici e contenti.

Alla fine, ho ceduto: mi sono sposato pure io.
Ho lasciato il mio lavoro in agenzia e sono andato a lavorare nell'azienda di mio suocero. Produce imitazioni di grandi firme occidentali, e ha sotto di sè quaranta operai cinesi che stipendia quattrocento euro al mese in nero.
Anche io sono in nero, ma c'è da dire che non ho da fare quasi un cazzo se non supervisionare la qualità di finte Vuitton, finti portafogli di Prada, finti cachemire di Gucci.
I cinesini mi parlano a malapena e ho il sospetto sia uno di loro a rigarmi con metodica precisione l'Audi familiare che ho comprato sotto insistenze di mia moglie che mi dice "prima o poi, avremo anche noi dei bambini, no?"
Solo che i bambini non arrivano, e mia moglie finisce col prendersela, sia pure inconsapevolmente, con me.
Ci parliamo sempre meno e io continuo a tenere in vita il blog, non avendo un altro passatempo decente. Finché non inizio a scambiarmi email con una commentatrice di Catania, con cui ci incontriamo, io di nascosto da mia moglie, lei di nascosto dai suoi, e ci innamoriamo a prima vista. La differenza di venticinque anni non ci sembra così imbarazzante, e così inizio una storia clandestina fatta di telefonate ed sms segreti, e di furtivi incontri supportati da voli low-cost Roma-Catania in cui tutti e due riusciamo a tornare a casa per cena.
Naturalmente, mia moglie finisce per farmi tana e mi scaraventa giù dalle scale assieme la mia roba. Mio suocero mi solleva per un orecchio e mi dice di sparire per sempre. Quella sera dormo a casa di Matteo e la mattina dopo faccio una telefonata anonima alla Guardia di Finanza che irrompe nella fabbrica del mio ex-suocero, reimpatria tutti i cinesi e mette i sigilli a tutto quanto.
Per evitare ritorsioni, decido di trasferirmi per sempre a Catania. Voglio fare una sorpresa alla mia baby-fidanzata, ma quando arrivo sulla piazza del duomo, la vedo che si slinguazza con un coetaneo, proprio sotto la Fontana dell'Amenano.
Cambio numero di cellulare, taglio di capelli e latitudine.
Vado a Torino dalla mia vecchia amica Claudia, che nel frattempo non si è mai sposata. Mi ospita per un po', almeno finché non trovo lavoro in un'agenzia di pubblicità locale, dove mi sottopagano e il maggior cliente produce cibo per cani ma chi se ne frega, sono così disilluso che non ho più aspettative. Ogni volta che mi arriva una telefonata da Roma, non rispondo.
Faccio una vita riservata e senza scosse, finché, alla festa di capodanno del 2022, non conosco un'avvocato divorzista divorziata di fresco, e con lei ho il rapporto di sesso migliore che abbia avuto negli ultimi cinque anni, consumato sulla lavatrice dei padroni di casa mentre fuori dalla porta partono i tappi e i fuochi si accendono in cielo.

33 commenti:

Ferruccio gianola ha detto...

Vai Seattle, ma stai lontano da Paris ti porta alla perdizione:-)

Simone ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Simone ha detto...

Ora l'altro commento meglio cancellarlo che poi arriva qualcuno che mi deve cazziare, già me lo sento :)

Comunque vai per il futuro più roseo possibile, magari il numero 6.

Simone

Stargirl ha detto...

Ipotesi 2 e 3 geniali. :D

Angel-A ha detto...

Uahahahah bellissimi futuri (nel senso che sono scritti magnificamente ma tutti e cinque un po' disastrosi), devi proprio darti alla scrittura, potrebbe essere il Futuro Number Six... ^_____^

(io tra 10 anni? spero fuori di qui oggi mi stanno facendo ammattire aaaarrrgghhhh)

La firma cangiante ha detto...

Standing ovation e scroscio d'applausi :)

Uapa ha detto...

Che spettacolo :-D
E anche stavolta mi dai da pensare :-)
L'ultima volta che ho immaginato il mio futuro fu a scuola, per un compito in classe... Feci entrare in depressione la mia prof, che, leggendo un futuro in cui ero addirittura nonna ( °_° ), disse frignando: "Ma io per allora sarò morta! :'( " XD

Andrea PEttini ha detto...

...bella prova! Mi hai fatto venire un idea...e tu sai che le mie idee "funzionano"...fammi uscire dalal fase lisergica e ci ritorno sopra...ma credo,anzi sono convinto, che è 'na bella idea!

Yeeshaval ha detto...

Anch'io noto un certo fatalismo di fondo nei tuoi possible futures.
E comunque, fattelo dire, con la barba stai una favola.

Alex McNab Girola ha detto...

Bellissima Top 5, Luca.
Quasi cinque piccoli racconti.
Noto un certo velo di malinconia che in questo senso ci accomuna. La felicità è una cosa che ci affascina, ma che forse non esiste, come Babbo Natale e la Befana.

Secondo me tu hai qualità enormi, perciò a livello lavorativo non ti può che aspettare un futuro molto bello.
A livello personale, mah, correggimi se sbaglio, ma forse anche tu rischi di cadere vittima di qualche cagata autoinflitta? Come me, tanto per capirci...

LUIGI BICCO ha detto...

Stupendo. Te lo ripeto, scrivi davvero bene. E facciamo che la versione "oh cazzo" la facciamo disegnare a Frank Miller :)

Glauco Silvestri ha detto...

Getto la SIM nel Tevere... immagine sublime di quanto la nostra identità dipenda dalla connessione alla "rete" ^^

barbara ha detto...

Alcuni sembrano dei microsoggetti per un romanzo, o un film. E funzionerebbero, anche.
La numero cinque sembra il canovaccio per un film di Verdone, una cosa alla "Sono pazzo di Iris Blond".
Complimenti per le doti immaginifiche... e per l'autoironia. ;)

pa ha detto...

post EPICO.

la più saggia è la 2. ti ci vedo.
le foto sono tutte bellissime.
riesci a stemperare bene narcisismo e ironia, che non è facile dosarli bene, di solito. pa

CyberLuke ha detto...

@Ferruccio: eh, quanto hai ragione.
Ma quella pancia. Così favolosamente piatta. Insomma, come si fa a non desiderare di mangiarci sopra?
@Simone: il numero sei, sicuro. Speriamo.
@ Stargirl: o inquietanti.
@ Angel-A: mi sa che come scrittore farei la fame peggio ancora che nel futuro Number Three.
@La Firma: maddeche. ;D
@Uapa: riprovaci adesso. ;)
@Andrea: me l'immagino.
@Yeeshaval: la odio, la barba. Ma chissà, dovessero mancarmi le lamette. O confondere le acque.
@Alex: la felicità che non esiste. Brrr. Potrebbe essere. Potrebbe essere. Facciamo finta che no, però.
@Luigi: Addirittura? :D
@Glauco: volevo buttare anche il cellulare, ma con quello ci ho rimediato un pieno di benzina, ;)
@barbara: beh, grazie.
@pa: anche a te. Naturalmente.

Maura ha detto...

Quoto, ci si può tirare fuori un film, una cosa alla "Sliding Doors" ma con cinque futuri possibili anziché due.
Magari quello con Paris Hilton lo togliamo (ma poi la pancia non le puzza di pesce se ci mangi sopra il sushi?) perché è il meno probabile, ma come dici tu, vai a sapere.
Una mia ex collega d'università adesso lavora con lo staff di Matthew Mcconaughey, grazie a un gioco di contatti iniziati per caso sul Web.
Io non azzardo previsioni sui miei futuri, più che altro per scaramanzia. Ma nelle tue previsioni è contenuto anche qualche auspicio?

Anonimo ha detto...

La ditta per cui lavori ha chiuso 5 anni fa. Non perchè andasse male ma perchè i grafici albanesi costano una frazione, capiscono l'italiano e sono entusiasti di buttarsi in un lavoro di merda (ancora non sanno). Ora la nuova sontuosa sede è a Tirana e il personale italiano è stato licenziato grazie alle modifiche all'articolo 18 introdotte 10 anni fa.
Tu, ormai, sei troppo vecchio per fare un lavoro da ragazzino. Lo eri nel 2012, figurarsi adesso. Non c'è un cane tra le agenzie che voglia prendere in considerazione il tuo book. Quando qualcuno ti concede un colloquio (da un pezzo hai smesso di indicare la data di nascita sul curriculum) ti congedano dicendoti "Bravissimo, ma lei ha TROPPA esperienza"; "Interessante, ma non possiamo permetterci un professionista del suo calibro"; "Impressionante, ma se lei entra qui deve scattare il tassametro e noi non abbiamo la possibilità". Hai voglia a fargli capire che ti accontenti di poco: per la stessa cifra ci sono 23enni laureati in Informatica della Comunicazione, con un master in Tridimensiologia Tattile Applicata al Web 7.0, pronti a dormire sotto la scrivania pur di entrare in agenzia. E a pulire il bagno fuori orario, anche.
Sei costretto a riaprire la Partita IVA e sbarcare il lunario con qualche lavoretto per il serramentista, la ditta di manutenzione condizionatori e il produttore di ciabatte medicali.
Tutto sommato non è neanche male perchè non devi più avere a che fare con account e stagiste che masticano la gomma a bocca aperta. Se non fosse per quel 73% di IRPEF che devi versare a tranches anticipate 4 volte l'anno. Insieme al contributo speciale INPS del 25% sul reddito (totale, non residuo). Fortunatamente un po' di pensione è maturata negli scorsi anni di contributi; al patronato ti hanno detto che ne potrai godere tra 16 anni più un periodo di franchigia di 20 mesi. Ma poi ti daranno gli arretrati. Se niente cambia.
Ma hai speranza giacchè, in nome della governabilità, le elezioni si tengono ogni 12 anni e forse questo governo ce la fa a farsi rieleggere.
segue...

Anonimo ha detto...

Il costume di Batman sta appeso nell'armadio per ricordo, come un funebre abito nuziale, e non trovi mai il coraggio di disfartene sperando invano che qualche grande vecchio di Hollywood, come Tom Cruise o George Clooney, trovi il coraggio che non trovò mai Clint Eastwood di interpretare il Cavaliere Oscuro da vecchio. Se qualcuno di questi divi si sputtanasse un po' potresti rispolverare il costume per un ultimo "final stand" senza troppa vergogna, prima di seppellirlo definitivamente insieme alla tua adolescenza.

Il tuo vecchio iPadan (nome che non hai mai veramente digerito, anche se è un omaggio alla nuova Nazione) è appeso alla parete, incorniciato, con la batteria definitivamente esaurita. È un cimelio di quando la Apple non si era ancora buttata nella produzione di pareti interattive e, da lì, negli accessori per l'edilizia cibernetica. Onestamente non se ne può più di queste porte automatiche che si aprono con un piccolo gemito di piacere e un singhiozzo ogni volta che ci passi attraverso. In casa tua non le installerai mai, anche se potessi permettertele. Un pensiero alle finestre con il paesaggio tridimensionale però ce lo faresti, soprattutto l'ultimo modello che permette di impostare l'orario (e la stagione) del paesaggio sfasato rispetto all'ora della giornata: luce del sole di notte - pioppi fronzuti a Dicembre. Niente da dire: sono sempre stati avanti,
Tutto sommato la postazione di lavoro "stand alone" con il vecchio iMac e la stampate+scanner ti permette ancora di produrre e generare del materiale accettabile su carta o per tablet, almeno per i tuoi clienti attuali che non sanno nemmeno che potrebbero permettersi un impianto ofto-cocleare per visualizzare progetti grafici in 4D che la tua vecchia ditta ora crea in Albania. Loro, i tuoi clienti, continuano a preferire spendere per la Porsche. Buon per te che riesci a spillargli qualche quattrino senza investimenti inarrivabili in tecnologia di nicchia.

Devi solo resistere ancora una ventina d'anni scarsi, poi potrai ritirarti e, forse, spostarti a vivere più vicino al piccolo orto di periferia dove, insieme al copy tuo ex collega, passate i sabati a dissodare le aiuole. Se vi dedicate con impegno l'anno prossimo sarà eccezionale per i broccoli.


Nonu Aspis

P.S.: scusa, non volevo rubarti la scena, sia chiaro. Hai solo ispirato qualche pensiero e anche qualche esperienza vissuta. Grazie. Ciao.

Valeria Boffi ha detto...

Proprio un bel talento descrittivo e immaginario.

^__^ Bravo!


ps magari ci provo anche io...ma cinque futuri...davvero difficile...

SteamDave ha detto...

Paris Hilton è il male.
E poi il chihuahua... no, dai!
Ottimo post, grandi immagini.
Un paio di futuri sono meno che auspicabili, ma vedo che la fantasia e la creatività sono sempre a pieno regime.
Che è poi ciò che importa davvero.
Non importa cosa accadrà, purché sia interessante, giusto?

Ariano Geta ha detto...

Beh, non ti sei limitato a ipotizzare cinque futuri, li hai anche sceneggiati con cura rendendoli tutti, ognuno in modo diverso, un po agrodolci.
Ma a te quale piacerebbe di più?
(scommetto l'opzione Seattle con Paris Hilton che all'atto pratico sarà meno stronza di quanto immagini ;-)

Domenico "Helldoom" Attianese ha detto...

Tutti creati in modo incredibile, ma la migliore è andare a Seattle, anche se ti direi di stare lontano dalla Vodka (o a ragionevole distanza) e dalla Paris ;)

Lady Simmons ha detto...

Io voto assolutamente per l'ipotesi ANDATEVENE AFFANCULO.

C'è del Luke in tutti e 5, ma il secondo futuro è il meno drammatico e più zen.

La felicità esiste eccome. Solo che non è quella che hanno forzato a credere.
Non è necessariamente un matrimonio, un figlio, un lavoro fisso, una famiglia perfetta.

La felicità risiede nell'imperfezione, nell'emozione di sbieco, quella che non ti aspetti, che non programmi.
Un gatto che fa le fusa alle 5 del mattino, per restare in tema, uno scorcio di città da fotografare, un dolcetto scoperto per caso in panetteria durante una passeggiata a piedi, un apprezzamento improvviso su una qualsiasi tua azione, un amico che ti regala un libro...

Alessandro ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandro ha detto...

io ti dico solo una cosa: a quando il film?

Angelo ha detto...

Tutte ipotesi surreali a loro modo, proposte con quell’undestatement che è il tuo vero marchio di fabbrica. Ma scrivere una storia? Un racconto?

Uapa ha detto...

Luca, sono un'inguaribile sognatrice, ed un'incorreggibile romanticona, nonostante tutto, e i miei futuri sarebbero troppo ottimisti e poco probabili... Bonsci bonsci bobobom =^.^=

Gabriele Russo ha detto...

L'opzione "Madonnaro" è interessante..

Però quoto Ferruccio.

Vola a Seattle MA castiga per bene Paris Hilton e non rispondere alle sue chiamate anonime quando ti ricontatterà per avere il bis.

claudia ha detto...

ah.. persino nel tuo futuro io resto sempre un'inguaribile zitella!

Ari ha detto...

Cla, a te è andata di lusso... io vengo lasciata tutte le volte! :D

Hirilaelin ha detto...

Coraggio, Ari! :*

Mr. Lunastorta ha detto...

Bel post! :-D E' divertente, ma fa anche riflettere!

Fra ha detto...

Questo è uno dei più belli e divertenti che abbia letto.
Mi hai fatto morire dalle risate... sono tutti ugualmente terribili e meravigliosamente descritti!! :))

top five (quello che mi ha fatto ridere di più):
- mangiare il sushi sulla pancia di paris hilton
- dormire sul divano di davide
- quella di catania (!) che slinguazza il coetaneo sotto la fontana dell'amenano
- la voce dell'ipad non sufficientemente suadente perchP tu gli dia ascolto
- hai buttato la sim nel tevere!