Sapete chi è l'italiano medio?È uno che sta immerso nella fanga (e sono stato buono) fino al colletto della camicia, passa uno e gli fa: "Ehi, ma sei immerso nella fanga fino al collo!" e quello gli risponde: "Amico, dimmi qualcosa che non so".
Questo è.
Sto parlando, come i più arguti di voi avranno immaginato, dei documenti Wikileaks.
I file ultrasegreti tanto attesi sono stati pubblicati, e i primi a farlo sono stati il New York Times, Guardian, Le Monde, El Pais e Der Spiegel.
Poi noi.
Noi dopo, perché nessun giornale italiano è stato preso in considerazione per il rilascio di questi documenti, lo sapevate questo?
Una dimenticanza singolare, nevvero?
Ma non non è neanche questo il peggio, no.
Il peggio non è la reputazione internazionale della nostra carta stampata. E non lo sono neanche i contenuti stessi dei documenti.
Il peggio è l'italiano nella fanga che se la ride, che è quasi infastidito dal tizio che gli dice che sta annegando in un mare di merda.
Assuefazione.
È questo il punto.
Siamo assuefatti alle brutture, alle farse in parlamento, alle barzellette, agli scambi di accuse, alle escort, alle battutacce, agli insulti, a Fede, a Mizolini, alle corna, a Noemi, Ruby e alla Macrì, agli editti bulgari, alle leggi ad personam, ai lodi retroattivi, al baciamano a Gheddafi, al gesto del mitra con l'assassino di stato Putin.
Roba che la metà, in qualsiasi altro paese civile, porterebbe alle dimissioni di qualcuno. E con tante scuse pubbliche.
Qui no.
Qui è la norma, quello che oltreconfine è inaccettabile e ridicolo da noi fa parte del quotidiano e allora scrolliamo le spalle dicendo "a Berlusconi piace la gnocca? che scoperta", e ce la ridiamo.
Come dei coglioni.
Ah, quelle cose le sapevi già?
E allora ti meriti di stare nella fanga in cui stai.
Anche io, che so benissimo che, gli stessi documenti che all'estero stanno causando un piccolo terremoto, in Italia sono già materia per i comici televisivi.
La reazione di Berlusconi secondo l’Ansa: Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo quanto si è appreso da fonti autorevoli, quando gli è stato riferito il contenuto delle rivelazioni diffuse dal sito di Wikileaks sull’Italia, si è fatto una risata.
Benvenuti in Italia.
La scorsa settimana mi è arrivata una cartella esattoriale: una vecchia roba relativa ad un ritardo in un adempimento.
Sapete che faccio? Non pago.
Una dimenticanza singolare, nevvero?
Ma non non è neanche questo il peggio, no.
Il peggio non è la reputazione internazionale della nostra carta stampata. E non lo sono neanche i contenuti stessi dei documenti.
Il peggio è l'italiano nella fanga che se la ride, che è quasi infastidito dal tizio che gli dice che sta annegando in un mare di merda.
Assuefazione.
È questo il punto.
Siamo assuefatti alle brutture, alle farse in parlamento, alle barzellette, agli scambi di accuse, alle escort, alle battutacce, agli insulti, a Fede, a Mizolini, alle corna, a Noemi, Ruby e alla Macrì, agli editti bulgari, alle leggi ad personam, ai lodi retroattivi, al baciamano a Gheddafi, al gesto del mitra con l'assassino di stato Putin.
Roba che la metà, in qualsiasi altro paese civile, porterebbe alle dimissioni di qualcuno. E con tante scuse pubbliche.
Qui no.
Qui è la norma, quello che oltreconfine è inaccettabile e ridicolo da noi fa parte del quotidiano e allora scrolliamo le spalle dicendo "a Berlusconi piace la gnocca? che scoperta", e ce la ridiamo.
Come dei coglioni.
Ah, quelle cose le sapevi già?
E allora ti meriti di stare nella fanga in cui stai.
Anche io, che so benissimo che, gli stessi documenti che all'estero stanno causando un piccolo terremoto, in Italia sono già materia per i comici televisivi.
La reazione di Berlusconi secondo l’Ansa: Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo quanto si è appreso da fonti autorevoli, quando gli è stato riferito il contenuto delle rivelazioni diffuse dal sito di Wikileaks sull’Italia, si è fatto una risata.
Benvenuti in Italia.
La scorsa settimana mi è arrivata una cartella esattoriale: una vecchia roba relativa ad un ritardo in un adempimento.
Sapete che faccio? Non pago.
Invece scrivo, in risposta, una bella lettera: Spettabile Agenzia delle Entrate, è tutto un complotto. Io, non pagare le tasse? Questa accusa è ridicola, è gossip scadente, mi fa sorridere e fa parte di un complotto studiato per screditare la mia immagine. Chissà quale vostro funzionario è stato pagato per dire una cosa simile. Distinti saluti.
















































